“Sapevano benissimo entrambe che il tempo è molto breve, è come la vita, è già finito.”

È un tempo dilatato nell’attimo di un incontro quello che aleggia tra i vicoli della provincia francese, al confine con i Paesi Baschi. Un tempo che sfugge al piano orizzontale della similitudine per fluttuare tra un dislivello e l’altro, sulla duplice corsia dell’antitesi. Così ha inizio la storia di Rose e Solange: poli opposti di un unico ossimoro, uniti indissolubilmente dalla contraddittorietà della vita.

Vincitore del Grand Prix de l’hëroine Madame Figaro 2024, Fabbricare una donna è l’ultimo romanzo di Marie Darrieussecq, scrittrice francese affermatasi nel panorama letterario sin dagli albori della sua carriera. Gli echi kafkiani del suo libro d’esordio, Troismi (1996), hanno infatti segnato una scalata inarrestabile, che vede Darrieussecq vincitrice anche del Prix Médicis per il romanzo Il faut beaucoup aimer les hommes (2013), ancora inedito in Italia.

Dotato di una struttura polifonica grazie alla presenza di una doppia protagonista, Fabbricare una donna è un’opera che gioca con la temporalità. In un montaggio alternato su carta, due capitoli principali tessono le fila della medesima trama esistenziale, narrata prima dal punto di vista di Rose, poi da quello di Solange. Un terzo capitolo ricongiunge infine le due prospettive, a loro volta osservate tramite un’inquadratura in plongée dalla voce narrante. Lo stesso meccanismo narrativo restituisce inoltre un tempo frammentato: non si tratta infatti di un racconto omogeneo, bensì di brevi istanti che si imprimono nell’immaginazione del lettore per la loro vividezza:

Ci sono, sulla terra, appuntamenti sismici, fratture in cui si avvolge l’avvenire dell’universo, punti in cui il passato si annoda al futuro…

Negli anni ’80 Rose e Solange hanno quindici anni. Sono migliori amiche, ma non potrebbero essere più diverse. Forte di una famiglia agiata e premurosa, Rose conduce una vita «come da programma», tra i banchi di scuola e le prime esperienze con il fidanzato Christian. Solange invece si scontra con un’esistenza il cui moto rettilineo è stato spezzato sul nascere: una madre assente ed un bambino in grembo «che assomiglia ad un’interrogazione del lunedì che dura tutta la vita». Divergenze che pongono le fondamenta per due destini biforcati tra sottosuolo e precipizio, separati solo in altitudine. Rose, che da adulta segue la carriera da psicologa, avanza per inerzia verso il ruolo già sterrato di madre e moglie devota; Solange, appassionata di recitazione, precipita in un sogno fatto di eccessi ed amori che si esauriscono nel girato della cinepresa. Poste alle estremità di una medesima biografia, le due amiche si attraggono e si respingono continuamente. Dopo aver abbandonato la provincia, si incontrano a Bordeaux, si separano a Parigi, ma solo per poi ritrovarsi oltreoceano, a Los Angeles. Un moto inarrestabile in cui alla sincerità del legame affettivo si intreccia il desiderio latente di prendere l’una il posto dell’altra.

Facendo della dicotomia, per sineddoche, una metafora dell’esistenza, Darrieussecq mostra come in realtà le due parti del libro costituiscano angolazioni diverse di un unico scenario. Nelle loro differenze, Rose e Solange sono infatti due facce della stessa medaglia, facce di cui l’autrice si serve per affrontare tematiche dalla portata universale e transtorica. Tra queste, non solo la complessità di un’amicizia talmente autentica da sfociare talvolta in antagonismo, ma anche la denuncia di un femminile ancora troppo impegnato a plasmare se stesso sulla base di una matrice maschile.

In modo obliquo, il romanzo restituisce così il ritratto di un’unica donna e, al contempo, 

di tutte le donne. Darrieussecq descrive come la società appaia refrattaria nei confronti di una femminilità composta da caratteri ed aspirazioni che si alternano in modo «sparpagliato, come un puzzle, come un’immagine che non si forma mai» – mentre invece, ci suggerisce l’autrice, è proprio in un tale disaccordo che risiede il principio di uniformità dell’essere umano.

Recensione di Francesca Novelli

Marie Darrieussecq, Fabbricare una donna, traduzione dal francese di Sofia Tincani, 2026, Crocetti Editore, pp. 278, ISBN 9788883064944