
“In un angolo di quel caffè tranquillo, con accanto un vaso di fiori secchi, scrissi pagine su pagine che poi rileggevo, appallottolavo e gettavo via. Perché una lettera, una volta finita, diventa una bugia? Che cos’è? una specie di sortilegio? pensai irritata. E così alla fine scrissi una cosa semplice” La prosa di Banana Yoshimoto,...

“Si domandava che senso aveva tutto quanto, ossia, a cosa serviva questa storia di avere una vita. Era una cosa che prima o poi avrebbe capito? Qualcosa che era destinata a vedere, o che doveva fare? Non si aspettava una scoperta straordinaria. Ma se in quella coreografia durata quasi sessant’anni di un ballo che continuava...

“Di sicuro è per questo che raccontiamo. Per creare un altro corridoio parallelo, nel quale il mondo e tutti quelli che lo abitano siano al loro posto, per deviare il racconto in un’altra aiuola, quando si affronta il pericolo e la morte deborda, come il giardiniere devia l’acqua sulla vicina aiuola dell’orto.” Una sobria malinconia...

“Ognuno doveva trovarsi al suo posto per l’inizio della danza: non più congedi, non più inganni. Cresceva, il silenzio, e gli pesava: la sua parte del gran sudario, facesse le corna, che i carri armati stavan cucendo sull’Europa, nuda epperò composta nei suoi panneggi come una principessa morta…” Primavera del 1940: un certo Ramondès, tozzo...
Sogno americano e lotta di classe in The brutalist di Brady Corbet “Nessuno è più schiavo di chi si ritiene libero senza esserlo” – Le affinità elettive, Johann Wolfgang von Goethe Queste parole, affidate ad una lettera dalla moglie Erzsébet, scandiscono il primo ingresso di László Tóth nella land of the free. László è...
“Ho l’abitudine di correre nel mio quartiere. Un giorno mi capita di incrociarmi con un tizio che sta correndo nell’altra direzione. Un uomo più vecchio, grande e grosso, che fa una bella fatica ansimando e sbuffando – io stavo scendendo da una collinetta mentre lui la stava facendo in salita, indossando una fascia alla testa...
Accostare l’espressione di un’oscurità abissale alla fonte di luce per antonomasia potrebbe apparire come un eclatante ossimoro. Eppure, Heart of Darkness di Joseph Conrad influisce indubbiamente su Sunshine, l’opera cinematografica diretta da Danny Boyle (regista di 28 giorni dopo e Trainspotting) e scritta da Alex Garland (sceneggiatore e regista di Ex Machina, Annientamento, Civil War),...
“All the animals come out at night […]. Someday a real rain will come and wash all this scum off the streets. I go all over. I take people to the Bronx, Brooklyn, I take ’em to Harlem. I don’t care. Don’t make no difference to me. It does to some.” (Taxi Driver, 1976). È...
Jan Baetens è uno scrittore e studioso belga. Nel suo percorso accademico e autoriale ha esplorato diversi generi letterari, focalizzandosi in particolare sul rapporto tra testo e immagine. Spazia, con grande consapevolezza teorica, tra letteratura e cultura visuale, tra saggistica e fiction. Il carattere ibrido della sua scrittura è dimostrato già nella sua produzione poetica:...
Irene Dionisio è artista e filmmaker. La sua ricerca artistica è rivolta all’indagine del mondo contemporaneo, nei suoi aspetti sociali, culturali e politici, esplorati attraverso diversi mezzi espressivi come documentari, lungometraggi, video-istallazioni e serigrafie. Tra le sue opere, ricordiamo i documentari La fabbrica è piena (2011) e Sponde. Nel sicuro sole del Nord (2015), e...
Intervista a Gabriele Di Fronzo Dopo un esordio d’eccezione a carattere romanzesco (Il grande animale), lei ha scritto due libri (Cosa faremo di questo amore. Terapia letteraria per cuori infranti, 2018 e La samurai, 2022) che difficilmente possono essere incasellati con altrettanta sicurezza in un genere – con Sfinge (2025) il cerchio in parte si...
Intervista a Roberto Ferrucci Il mondo che ha fatto è un memoir di grande delicatezza: può parlarci della sua nascita? Ho capito di doverlo scrivere nel settembre del 2011. In quel periodo andavo spesso in Francia, e ad ogni decollo mi veniva in mente Staccando l’ombra da terra. Una mattina, a colazione – mi trovavo...
