
Forse che sì
“Volendo essere più precisi, due sì e un no. […] Tre parole pronunciate da tre donne, di tre età diverse, in tre testi fra loro separati più o meno da tutto: dal tempo, dalla lingua, dai generi letterari.” Nel panorama della critica novecentesca e contemporanea, si è spesso parlato di una “funzione Joyce” nella letteratura italiana. Meno indagata è, però, la possibilità di rintracciare echi di autori italiani nell’opera di James Joyce. È su questo doppio asse che si sviluppa Forse che sì, l’ultimo saggio di Andrea Cortellessa, che mette in dialogo per la prima volta l’opera di Giovanni Pascoli con quella di Joyce, per poi rileggere da una nuova prospettiva il già noto legame con Carlo Emilio Gadda. Con Forse che sì, Cortellessa si confronta con “l’eredità joyciana” nella letteratura italiana, inserendosi in un percorso di ricerca che da tempo lo vede impegnato sulle forme della modernità letteraria. Il saggio si presenta come «una nota di commento» a tre parole, «due sì e un no», pronunciate da tre figure femminili nei testi più noti dei tre autori: il celebre «sì» di Molly Bloom che chiude Ulysses, preceduto da quello – meno noto, ma altrettanto significativo – dell’altra Molly, protagonista di Italy di Pascoli; e del «no» violento e definitivo urlato da Assunta al termine di Quer pasticciaccio brutto de via Merulana di Gadda. Queste parole, che si presentano come chaosmos joyciani, riflettono non solo la complessità della scrittura nei tre autori, ma anche quella delle relazioni che li legano. Relazioni che possono apparire come «vere e proprie citazioni» o come «semplici coincidenze», ma che Cortellessa preferisce leggere in una zona intermedia, uno spazio ambiguo che definisce con un «quasi-sì», un Forse che sì. È da questa prospettiva che il saggio si muove: cercando di rintracciare, tra le pieghe dei testi, quelle risonanze inconsapevoli che attraversano i mondi narrativi dei tre scrittori. In quest’ottica, i «due sì e un no» diventano la chiave metalinguistica attraverso cui Cortellessa collega e rilegge sia le opere che il pensiero degli autori, lungo tematiche comuni che vanno dal nazionalismo all’esilio, dal rapporto col femminile alla misoginia, dalla purezza linguistica a una lingua polifonica. Tali direttrici trovano un’esemplificazione concreta nei testi, dove il «sì» assume una doppia valenza. Da un lato, Cortellessa individua una linea linguistica che, a partire dalle sperimentazioni di Pascoli, conduce a quella che Gianni Celati ha definito come la “stralingua” joyciana: una lingua che toccherà anche Gadda, e porrà questi due scrittori in contrasto con «l’osservanza delle norme monolinguistiche nazionali» allora dominanti. Dall’altro, il «sì» fa emergere una questione identitaria instabile e sfuggente comune alle tre figure femminili. Alla domanda «Ma in che senso allora – metalinguisticamente parlando – le due Molly dicono i rispettivi “sì”?», Cortellessa mette al centro il tema dell’emigrazione, importante tanto per l’Italia quanto per l’Irlanda dell’epoca, e riconfigura quel «sì» come gesto identitario: un’accettazione, in due forme diverse, di «una lingua maggiore, entro la quale di lì in avanti far lavorare la propria natura minore». Un problema identitario emerge anche nel finale del Pasticciaccio, dove, durante l’ultimo interrogatorio sull’omicidio di Liliana Balducci, Assunta – una delle sospettate – urla un «no» che, riprendendo le parole di Ferdinando Amigoni, si configura come una «denegazione freudiana»: il rovescio speculare di quel sì, un’identità che nega, ma nel farlo conferma. In questo «no» Cortellessa conclude la sua «quête indiziaria», individuando possibili influenze joyciane nell’opera di Gadda. Nonostante l’autore si sia sempre opposto all’etichetta di epigono dello scrittore irlandese, la seconda parte del Pasticciaccio, scritta dopo una documentata lettura di Ulysses, insieme alle analogie tra i finali dei due romanzi, suggerisce che anche Gadda – come Assunta – possa celare, dietro al rifiuto per la filiazione joyciana, consapevolmente o meno, un sì. Recensione di Eleonora Tosetto Andrea Cortellessa, Forse che sì, 2025, Quodlibet, pp. 96, ISBN: 9788822907554









